14 Dicembre
Milano, Palazzo del ghiaccio
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Il 14 dicembre faremo il primo Summit delle startup italiane. E siete tutti invitati

Siete tutti invitati. Tutti. Davvero. Che abbiate fondato una startup o che ci stiate lavorando, non fa differenza. Che l’abbiate finanziata alla grande con un round super o solo con un seed da angel. Che l’abbiate incubata o accelerata. Siete. Tutti. Invitati. Il 14 dicembre. A Milano dalle 10 del mattino a mezzanotte. Al Palazzo del Ghiaccio (ah che bel fresco evocano queste parole in ore roventi come quelle che stiamo vivendo tutti). Siete tutti invitati al primo Summit delle startup italiane. Anzi, al primo Open Summit. E “open” è la parola chiave. Vuol dire porte aperte. Senza steccati (che non hanno senso); senza nemici (che non esistono); senza timori di competitor (che invece è un bene che ci siano perché cresciamo solo tutti assieme facendo le cose sempre meglio).

Ma open stavolta vuol dire molto di più: vuol dire che le startup invitate, quelle di cui ci occuperemo, quelle di cui parleremo e quelle che premieremo, non saranno solo le startup digital; ma davvero tutte le startup, ovvero le nuove imprese che hanno una tecnologia o un’idea di processo così innovativa, che potrebbero fallire o conquistare il mondo. E quindi anche per creare un nuovo vaccino o andare su Marte, va tutto bene.

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Perché fare l’Open Summit delle startup in Italia

Perché farlo? Perché un summit alla vigilia di Natale? Perché siamo cresciuti, e tanto. Ma non ci basta. Siamo cresciuti e tanto noi di StartupItalia! che adesso finalmente voliamo verso il traguardo ormai vicino del milione di utenti unici. Un milione di persone che qui cercano buon giornalismo e innovazione (la nostra formula per nulla segreta): sono un sacco di persone, inimmaginabile solo un paio di anni fa. Ma con noi sono cresciuti tutti: il numero delle startup, la loro qualità, la disponibilità di investitori, l’offerta di luoghi da dove partire, l’associazione che ci rappresenta e il quadro legislativo, finalmente non più ostile a chi ci prova.

Un summit aperto. Senza steccati (che non hanno senso); senza nemici (che non esistono); senza timori di competitor (che fanno bene)

E’ stata una lunga marcia per arrivare fino a qui. E non è mai stata una passeggiata.  Un po’ perché l’Italia, con tutte le cose positive citate fin qui, resta sempre l’Italia quando vuoi fare innovazione. E un po’ perché l’abbiamo fatta come Ulisse quando non voleva sentire il canto delle sirene: qui le sirene ci cantano che è tutto inutile, che qui è impossibile, che non ce la farete mai. E invece hanno perso loro. L’ecosistema delle startup italiane oggi è una cosa vera, non una bolla e nemmeno una illusione.

 

 

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